Conciliare sport agonistico e studio: la storia di successo della Primavera Rugby

  • 30 Luglio 2019
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Il 75% degli atleti Seniores è laureato o in linea con il proprio percorso di studi

“Alla prossima insufficienza non vai più a rugby!”

Si continua a sentir dire che lo sport sottrae tempo allo studio portando a un cattivo rendimento scolastico. Soprattutto intorno ai 14 anni in cui il carico di lavoro scolastico diventa più pesante e praticare sport a livello agonistico non è visto di buon occhio da molti professori della scuola superiore. Ma il rendimento di un ragazzo o di una ragazza deve essere visto in maniera globale. Quello scolastico è certamente di primaria importanza, ma deve essere sempre integrato anche con quello extrascolastico.

Il rugby praticato a livello agonistico pretende, per ottenere risultati, allenamenti faticosi, costanza e stagioni sportive impegnative. Per fare questo viene stimolata la capacità di coordinare lo studio e lo sport, fare programmi e rispettarli, apprendere sempre più la necessità del rispetto delle regole, dell’avversario e dell’arbitro, imparare a gestire le frustrazioni che porta una mancata convocazione o una sconfitta inaspettata. Oltre al piacere di giocare con la palla ovale, l’atleta apprende che solo attraverso una programmazione efficace e un paziente lavoro quotidiano si possono ottenere risultati eccellenti. In campo come tra i banchi di scuola.

Nata con l’obiettivo di avvicinare sempre più bambini e bambine al gioco del rugby educandoli ai valori di questo sport e affiancando famiglia e scuola nella formazione dei cittadini di domani, la Primavera Rugby, società nata oltre 40 anni fa a Roma, fa del binomio sport-studio un suo caposaldo.

“La categoria Seniores è considerata il punto di arrivo di un percorso sportivo e formativo che inizia molti anni prima, per alcuni di loro addirittura a 6 anni. Avere una percentuale così elevata di laureati in questa categoria è la prova che è possibile conciliare lo studio con lo sport praticato a livello agonistico. Tra loro c’è un ragazzo, giocatore in attività, che ha iniziato a giocare da bambino e che ora, oltre a lavorare e giocare, fa il medico di campo nelle occasioni in cui non è impegnato. Credo sia qualcosa di speciale e prezioso” afferma Fabrizio Roscioli, Presidente U.S. Primavera Rugby