U10: Torneo Invictus

  • 10 Dicembre 2019
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Commento a cura di Loretta D’Amico

“Reggeremo finché non arriveranno a darci il cambio”, così il colonnello Benjamin Vandervoort si rivolge alla sua truppa stremata, decimata dalle perdite, schierata in attesa dell’assolto finale. È “Il giorno più lungo”, celebre film interpretato da John Wayne nel 1962, ma lo è stato anche il nostro, domenica, nel giorno dell’Invictus, il torneo organizzato da US Roma Rugby, giunto alla sua quarta edizione.

Siamo partiti in ventotto all’alba di un pallido sole, assonnati e stropicciati, ordinati in due squadre polpose e scalpitanti, e siamo rientrati assottigliati nei numeri, sfiniti e strascicanti, quando ormai il sole era tramontato da tempo.

Certo però, non si può dire che non sia stato un giorno emozionante, di quelli che ti ricordi per sempre… e non soltanto perché hai visto schiacciare la prima meta da un bimbo nuovo di zecca, che con la palla ovale sta appena prendendo confidenza, ma perché ne vedi un altro gigante, ancora inconsapevole, all’esordio assoluto, cercare di difendere e avanzare come un veterano.

Certo, poi te lo ricordi pure perché hai vinto, perché a sollevare la coppa alla fine c’erano proprio tutti: i gialli e i blu, grandi e piccoli, quelli già premiati e quelli già docciati. E poi c’erano i genitori, i veri eroi del giorno… quelli sfiancati dai chilometri, quelli rassegnati alle attese, quelli che “E mo’ la macchina?”, quelli previdenti con le lasagne da casa, quelli lungimiranti con i cani al seguito, quelli che… forse era meglio darsi il cambio!