U6: Torneo Saladini – Civitavecchia

  • 11 Novembre 2019
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Commento a cura di Max Tricarico

Le nuvole sono state clementi. Ci hanno lasciato una mattinata di sole dopo aver minacciato pioggia per giorni.

I ragazzi arrivano sul campo e sono orgogliosi ed emozionati per tutto quel campo dedicato solo a loro della U6. Li attendono 5 partite “lunghe”, nelle quali confrontarsi con i loro amici di altre squadre, ma soprattutto per cominciare ad assaporare i loro progressi. Poter dimostrare, a loro stessi, che possono fare cose che un mese fa ancora non riuscivano, che i giochi fatti in allenamento poi, in partita, tornano utili (quante volte li abbiamo visti giocare ad “acchiapparella”, con gli allenatori che gli spiegavano che la cosa più importante non era né scappare, né acchiappare ma aiutare i compagni liberandoli).

Noi genitori li osserviamo, li sosteniamo e ci meravigliamo di come in poco tempo comincino a cercarsi, ad aiutarsi l’uno con l’altro, a sentirsi una squadra. Lo vediamo da piccoli gesti: i veterani che spiegano ai più piccoli come fare il saluto, i ragazzi che si corrono vicini per scortarsi e sostenersi, qualcuno che comincia a buttarsi nelle mischie per aiutare il compagno a terra.

Abbiamo giocato bene, con passione e orgoglio, potevamo fare una meta in più o in meno. Non importa. Noi anche questa volta il nostro trofeo ce lo portiamo a casa, anzi due. Si chiamano entrambi Diego: due bambini, nuovi ingressi, che all’inizio del torneo erano “poco convinti” dall’entrare in partita e che, invece, all’ultima sostituzione non volevano più uscire dal campo.

I punteggi, le classifiche sono solo un pretesto.