U6: Torneo Invictus

  • 9 Dicembre 2019
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Commento a cura di Max Tricarico

Per una volta fatemi parlare dei genitori.

Anche questa domenica mattina arrivano sorridenti. Un po’ assonnati, ma sorridenti. Come sempre pronti a sostenere i giovani atleti: biscotti, cioccolata, succhi, frutta. Generi alimentari in quantità utile a sfamare il Molise per due settimane.

Accompagnano i bambini fino al campo dandomi mille indicazioni “dell’ultimo momento” (“mettigli il caschetto, falli bere, non togliere il k-way”). Le accolgo tutte. Raccontano di partecipazione. Nascondono i mille timori che provano a non far vedere, perché sono “genitori di rugbisti”.

Poi li salutano, pronti a tifare “per” i propri ragazzi, mai “contro” gli altri. Sempre a sostenere, mai a dare indicazioni ai propri figlioli. Si rispettano tutti: avversari, arbitri e anche gli allenatori (non ci si sostituisce a loro).

I ragazzi giocano, mettendo ciascuno quello che ha a disposizione. E i genitori, tutti, li incoraggiano. Indipendentemente dalle loro “abilità”. Anzi, il maggiore entusiasmo lo riscuotono proprio i bambini meno “convinti”. Ogni volta che toccano la palla, anche solo per un secondo, partono gli applausi e il tifo.

Sono coraggiosi, come il loro ragazzi. Li guardano affrontare i contatti trattenendo il respiro, ma senza fare un fiato.

E sono felici, quando i loro bambini escono dal campo con la faccia sporca di fango e gli occhi che brillano e dicono “Guarda, sono un rugbista e non ho avuto paura” (nemmeno del fango).

(Per la cronaca: ci siamo presentati al torneo con 2 squadre che si sono comportate ottimamente).