U6: Finale di stagione

  • 25 Giugno 2020
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Commento a cura di Max Tricarico

E’ sempre difficile trovare le parole giuste per lasciar andare.

Ci sarebbero da citare i mille messaggi letti e le mille accortezze per scriverli sempre in maniera rispettosa di tutti, la delusione per le trasferte saltate.
Sarebbe necessario ricordare la pioggia e il sole, i mille scarpini allacciati. I quintali di biscotti distribuiti e la tanta acqua versata.
Andrebbero ricordate anche le “poste” ai genitori per farsi dare un certificato medico o la fotocopia di un documento, o le “gite” per accompagnare la squadra a fare pipì.

E invece no.

Resta soltanto la sensazione di aver avuto un privilegio: la possibilità di dare un piccolo contributo alla crescita di questi giovani atleti. Un contributo minuscolo rispetto al lavoro enorme fatto dagli allenatori sul campo e fuori, ma dato col cuore.
Rimane il divertimento e anche le piccole soddisfazioni sportive (abbiamo fatto pochi tornei, virus maledetto, ma siamo sempre passati da Teresa per consegnare qualcosa da mettere in bacheca). Rimangono i mille episodi che hanno riempito le domeniche: le torte di Cesare, le fughe di Manfredi, Joker-Filippo, i ragazzini delle altre squadre affascinati dagli occhi celesti di Eva, lo sguardo “intimorente” di Nicola…
Resta la gratitudine verso i genitori: che si sono fidati, che hanno sempre dato una mano, che hanno creato un gran bel gruppo.
Restano da ringraziare gli allenatori, per la loro passione, dedizione e pazienza che si sono sommate alla loro capacità e competenza tecnica. Ma che vale molto di più.
Resta, infine, la gratitudine verso chi mi ha coinvolto in questa storia: Giorgia e Federico.

Birra (per i grandi) e abbracci. Questa stagione (martoriata) è finita, l’affetto per voi no.